Ponte degli Alpini

La storia

il tracciato del Ponte degli Alpini fa la sua prima comparsa, negli atti amministrativi urbanistici, nel progetto del Piano Regolatore e di ampliamento della città di Belluno 1934-1948, a firma degli architetti Alberto Alpago Novello, Adriano Barcelloni Corte, Ottavio Calbiati. La realizzazione di un nuovo viadotto, pressoché parallelo al ponte ferroviario sull’Ardo, risultava necessario per creare una nuova arteria viabilistica che collegasse la direttrice per Ponte nelle Alpi con l’Agordino ed il Feltrino, bypassando il centro città, oltre che per dare un nuovo impulso di crescita urbana ai quartieri Oltr’Ardo, Baldenich e Cavarzano in particolar modo.

Il ponte degli Alpini venne quindi costruito negli anni Sessanta proprio per collegare la viabilità e risolvere i problemi del traffico a nord di Belluno, che già si facevano sentire in quel periodo e fu inaugurato nel 1972.

Dati tecnici

Il Ponte è lungo circa 300 metri, sorretto da 7 pile (costituite da 8 pilastri) ad interasse di circa 37 m e di altezza variabile con dislivello massimo di circa 42 m.

Progetto di recupero ed adeguamento sismico

A distanza di vari decenni dalla sua realizzazione si è reso necessario operare degli interventi di recupero e soprattutto di adeguamento sismico, per dare maggior sicurezza strutturale all’intera infrastruttura, che non era stata progettata con criteri antisismici.

Agli inizi del 2000 l’Amministrazione comunale ha perciò avviato le prime fasi di verifica ed affidamento della progettazione, conclusesi nel 2005 con l’approvazione del progetto esecutivo, la cui realizzazione è stata affidata ad un Raggruppamento Temporaneo d’Imprese.

Tale primo progetto prevedeva, per l’esecuzione dei lavori, la chiusura parziale del ponte e per un tempo più ristretto anche la chiusura totale al traffico.

In previsione della chiusura del Ponte degli Alpini, la nuova Amministrazione, insediatasi nel 2006, si è inizialmente profusa per potenziare una viabilità alternativa (riuscendo a far realizzare, con il contributo regionale, il ponte Bailey sul Piave), in secondo luogo si è impegnata a cercare soluzioni che impedissero la preclusione al traffico del Ponte degli Alpini, anche per brevi periodi, data la sua posizione strategica e nevralgica per la viabilità della città e dell’intera Provincia.

Nell’ottobre 2007, al fine di evitare la chiusura totale al traffico del ponte, al medesimo raggruppamento d’imprese, sono stati affidati i lavori suppletivi con variante in corso d’opera. Inoltre nel 2008 la Ditta appaltatrice ha inoltrato una proposta di variante migliorativa, che consentisse di mantenere il transito degli autoveicoli leggeri e dei mezzi pubblici, precludendolo solo ai mezzi pesanti oltre i 35 quintali.

In pratica la variante, pur mantenendo lo schema strutturale iniziale, ha permesso di suddividere le lavorazioni in fasi, da eseguirsi longitudinalmente, lasciando sempre aperto il ponte al traffico veicolare. Questo si è potuto realizzare prevedendo, per l’adeguamento sismico del ponte, l’inserimento di speciali dispositivi oleodinamici, che dissipano parte dell’energia sismica, scaricando, attraverso le pile, la rimanente sulle fondazioni. Tali dispositivi antisismici sono posati in opera sulla testa delle pile e ciò permette di non dover chiudere il ponte; inoltre, permettono di conoscere in maniera precisa il quantitativo di forza che verrà trasmesso alla fondazione e, quindi, tarando opportunamente i valori, si è riusciti ad ottenere un miglior risultato anche dal punto di vista estetico, uniformando lo spessore di ringrosso dei fusti.

Nella primavera del 2009 si è resa necessaria una puntuale attività tecnico – amministrativa per la ricostituzione del Raggruppamento Temporaneo delle Imprese a seguito del fallimento di una delle Imprese stesse; ciò ha consentito di proseguire i lavori senza sospensioni o gravosi ritardi. Lavori che sono stati completati a fine 2009.

Progetto opere complementari di sovrastruttura

Il progetto del 2004 e successive varianti per l’adeguamento sismico, non prevedeva il rinnovo o la sostituzione degli elementi sovrastrutturali (marciapiedi pedonali laterali, ringhiere, barriere antiscavalcamento, illuminazione stradale e sistema di scarico delle acque meteoriche), esaurendosi negli interventi relativi alle pile ed alle spalle del ponte nonché al piano viabile ed agli appoggi delle travate, ciò in ragione delle risorse finanziarie all’epoca disponibili.

In sede di avanzata esecuzione dei lavori di adeguamento è emersa, peraltro, l’opportunità di realizzare la sostituzione dell’impianto di illuminazione, che precedentemente era costituito da 8 lampioni. Sono stati così installati 18 nuovi pali luce con innovativa tecnologia dei corpi illuminanti a led, che garantiscono un risparmio energetico, così come per l’illuminazione posta lungo i passaggi pedonali. Inoltre è stato realizzato il sistema di scarico delle acque meteoriche, prima non adeguato, e si provveduto al rifacimento delle barriere antiscavalcamento e all’installazione di parapetto di protezione interna, tali da garantire la sicurezza e protezione per il transito veicolare e ciclo-pedonale.

Si è ricercata una elevata qualità architettonica degli elementi sovrastrutturali, al fine di migliorare anche sotto il profilo estetico il ponte, che – data la sua funzione e posizione – costituisce un biglietto da visita della Città.

La relativa progettazione, come da disposizione dell’Amministrazione Comunale è stata redatta nell’agosto e settembre 2009 dall’Area Sviluppo e Programmazione – Servizio Urbanistica e Progetti Speciali dello stesso Comune di Belluno.

La Giunta Comunale, nel settembre 2009, ha approvato il progetto preliminare. Progetto che ha poi ottenuto l’autorizzazione ambientale, in quanto il ponte ricade in area soggetta a vincolo paesaggistico.

Per la realizzazione di questi lavori, non considerati dal progetto originario, il quale riteneva di mantenere le sovrastrutture esistenti, il Comune di Belluno ha ottenuto l’intervento della Regione Veneto che ha, di fatto, sostenuto l’intero importo di circa € 700.000,00.
Le relative opere sono state affidate allo stesso Raggruppamento Temporaneo d’Impresa, che già sta seguendo i lavori di recupero ed adeguamento sismico del ponte, dal momento che questo intervento va ad innestarsi in modo indisgiungibile sulle opere di recupero in corso di esecuzione e ne garantisce l’ottimizzazione dei tempi.

Adottando tempi forzati senza soluzione di continuità, anche nelle giornate festive e includendo alcune notti, le opere delle sovrastrutture si sono potute concludere ed inaugurare lo scorso 10 dicembre 2009, con la completa apertura al pubblico della carreggiata e delle piste ciclo-pedonali laterali.